sabato 7 maggio 2011

EURO/DOLLARO: -4% in due giorni, via la Grecia ?



Negli ultimi due giorni il cambio EUR/USD ha passato due dei peggiori giorni della sua storia, registrando un calo del 4% da 1,49 a 1,43 .

Che fosse già ipercomprato nella zona di range 1,47-1,49 si sapeva però penso che in pochi si potevano aspettare un crollo di questo genere.
Le cause, almeno apparenti, sono due: la non volontà della BCE di alzare nuovamente il tasso di interesse e il rumour secondo il quale la Grecia starebbe valutando un'uscita dall'Euro.

Sta di fatto che per un motivo o per l'altro, istituzionali hanno iniziato a liquidare posizioni in euro, e il sell-off si è esteso anche alle commodities, con dei cali generalizzati su Oil, Gas, Oro,Argento, e tutti gli altri cambi denominati in euro.
Gli istituzionali del resto se devono fare trading, con i volumi che hanno da movimentare, non possono di certo basare i propri profit su dello scalping per pochi decimi di punto, non ci sarebbero sufficienti volumi nelle controparti per poter muoversi, e quindi in un modo o nell'altro devono sfruttare il momento e la notizia più "sexy" che in quei giorni passa tra le agenzie di stampa.



SITUAZIONE GRECIA: Perchè è conveniente "salvare" la Grecia ?

Attualmente la Grecia naviga in pessime acque, le statistiche sono le seguenti:
- Debito pubblico: 142% rispetto al PIL (contro il 77% dell'EU-27, e l'82% EU-17)
- Lo spread (differenza) tra il tasso di interesse dei titoli di stato greci rispetto quelli tedeschi è del 12%, questo vuol dire che la Grecia deve rimborsare ai sottoscrittori del debito il 12% in più sul capitale rispetto alla Germania, cioè il 15%.
- I CDS (Credit Default Swaps) cioè i contratti con i quali ci si assicura dal rischio di default di un paese, sono al 13%

Questi dati sono parecchio allarmanti se considerati soprattutto nel caso specifico di un paese come la Grecia che per situazione geografica, cultura, risorse (etc.) non "produce" molto, vivendo principalmente di turismo e servizi (logistica).
La ricetta per poter salvare il pese è quella di adottare, come sta già facendo il governo greco, misure di "austerity" , che però come contropartita rischiano di affossare la produzione economica del paese. Gli interventi pubblici sono doverosi e giusti ma solo se limitati nel tempo e come manovre anticongiunturale (teorie di Keynes). Se invece queste manovre sono sistematiche e constanti non possono che peggiorare la situazione economica-finanziaria del paese creando un circolo vizioso.



Il debito greco, per la maggior parte è detenuto dalla Germania e dalla Francia (250.000-300.000 milioni di €), che in questo momento hanno tutto il loro interesse a salvare la Grecia, dal momento che, se la Grecia si dichiarasse in "default" quindi insolvente, ci sarebbero delle ripercussioni vastissime sull'economia di tutta l'Europa.
Dal canto proprio, la Grecia, potrebbe avere un vantaggio a svincolarsi dall'Euro, dichiarandosi insolvente, ritornerebbe ad una valuta locale sulla quale avrebbe la totale libertà di emissione con cui andare eventualmente a ristrutturare il debito verso gli altri paesi, questa soluzione è per ora comunque remota e non così semplice da attuare perchè i costi potrebbero superare i benefici.

Per chi volesse approfondire, questo è il link dell'ultimo report dell'Eurostat : Report-Eurostat1Q2011

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